giovedì 22 dicembre 2016

Il visconte dimezzato

La storia inizia con un colpo di cannone che letteralmente spacca in due Medardo di Terralba proprio nel suo primo giorno sul campo di battaglia! Del suo corpo, si salva solo la parte destra, quella malvagia, che i medici pazientemente ricuciono, mentre quella buona, la sinistra, sembra andata distrutta dall’esplosione.
Quando il visconte torna a casa, tutta la parte malvagia si manifesta con violenza: taglia a metà un uccello inviatogli come regalo dal suo padre che, rimanendo colpito dalla cattiveria del figlio, si lascia morire; poi invia a Pratofungo, il paese dei lebbrosi, la vecchia balia Sebastiana pensando che anch’essa fosse ammalata della terribile malattia; tenta di uccidere anche il nipote,l'unico che gli è rimasto affezionato.
La situazione non cambia neanche quando Medardo si innamora di Pamela, una contadinella però non contraccambia il suo amore, allorché si vendica danneggiando e osteggiando in modo grave la famiglia della ragazza. La situazione diventa paradossale riappare la parte buona dello zio: il primo che lo incontra é il nipote che resta stupito e che lo riconosce solo perchè ha la mano no velenoso. Al contrario della “destra”, la “sinistra” compie sempre atti buoni e predica dottrine per i poveri e i lebbrosi.
Ma per la gente la troppa bontà assilla e opprime, esattamente come la troppa cattiveria.
Anche la parte "buona" si invaghisce della stessa Pamela ma anche questa é respinta. Dopo un tentato matrimonio fra Pamela e la parte sinistra, la vicenda culmina in un duello ma, dopo una lunga serie di fendenti e colpi, nessuno dei due riesce a uccidere l’altra parte. Alla fine entrambe le metà restano sanguinanti nelle rispettive parti monche e, a quel punto, non resta che l’intervento del dottor Trelawney per riunire le due metà riformando interamente il visconte Medardo di Terralba.
Ora, tutto intero nella sua bontà e nella sua cattiveria, Meraldo può finalmente sposare Pamela e a Terralba torna finalmente la normalità.
Un bel romanzo, lungo il giusto per non stancare, e con una bella storia sulla quale fare anche una bella riflessione perchè, come dice il saggio, "il troppo stroppia"!

Torniamo a libri di un certo "peso", complici le imminenti vacanze natalizie e, per il tema "un libro vecchio almeno 100 anni più la tua età", l'urna ci fa leggere...
"Dracula"
di Bram Stoker

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