Come ci si presenta Gesù
Siamo nell’Ultima Cena, a poche ore dell’arresto di Gesù. Anche se nell’angoscia Gesù non cessa di preoccuparsi dei suoi discepoli amandoli pur sapendo che lo avrebbero abbandonato.
Per questo svela loro il segreto perhè anch’essi continuino ad amarlo. Per questo dice loro: Se mi amate osservate i miei comandamenti cioè continuate a vivere tra di voi come io ho vissuto con voi.
Difatti aveva appena lavato loro i piedi dicendo: anche voi amatevi come io vi ho amato. Non si tratta dei 10 Comandamenti. Solo si tratta di continuare ad amarsi come Gesù li ha amati e fare quanto lui ha insegnato loro.
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito ( Consolatore, Difensore ) perchè rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità … Voi lo conoscete ( perché attuava in me ). Egli rimane presso di voi e sarà con voi.
Gesù chiama lo Spirito Paraclito lo Spirito della Verità perché ha il compito di farci crescere secondo il progetto che Dio ha su ciascuno di noi cioè realizzarci come Dio ci vuole.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi…In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. Queste parole ci dicono a quale comunione di vita Gesù ci chiama a vivere con Dio: membri della famiglia della Trinità. Possiamo concludere che Gesù è venuto in mezzo a noi per fare di noi dei veri Figli di Dio.
Preghiamo
Signore, oggi più che mai ti preghiamo di inviarci lo Spirito Santo perché possiamo comprendere quanto ci ami tanto da farci membri della stessa famiglia della Trinità e come possiamo vivere la nostra vita amando.
Ci confrontiamo
Il progetto che Gesù ha su di noi dà una risposta a tante insoddisfazioni. Non siamo contenti perché non sappiamo amare. Confondiamo l’amore con la soddisfazione dei nostri desideri materiali. Basta pensare come lo star bene ad ogni costo, possedere, essere apprezzati … è diventato il mito per essere felici al punto che non sappiamo più commuoverci di fronte a chi soffre. Vedi i migranti. Il Papa Francesco ci dice ripetutamente che la felicità si raggiunge solo amando. L’egoismo ci ripiega su noi stessi e cancella gli altri.
Ci compromettiamo
Come vivere da Figli di Dio e quindi amarci come Lui ci ama? Già lo sappiamo: conoscere quanto Gesù vuole da noi leggendo il suo Vangelo e poi ricevere il Gesù della croce presente nella Eucarestia dove lui ci partecipa lo stesso amore che ha avuto per noi sulla croce. E’ una esperienza alla portata di tutti
don Erminio
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sabato 20 maggio 2017
sabato 13 maggio 2017
5a Domenica di Pasqua
Come ci si presenta Gesù
Il Gesù Risorto oggi ci ricorda che la vita continua anche dopo la morte e ci dice come dobbiamo prepararci:
Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Vado a prepararvi un posto … Poi verrò e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.
Questa casa del Padre è Gesù stesso perchè già noi formiamo con Gesù un solo Corpo. Lui è il capo e noi siamo sue membra. In Gesù entriamo in comunione anche con il Padre: Io e il Padre siamo una cosa sola. Già ora siamo nella possibilità di entrare nella casa del Padre di cui ci parla Gesù. Ciò che Gesù ora ci chiede è che diventiamo membra del suo Corpo e viviamo in comunione di amore con il Padre.
Tommaso: per arrivare a tanto? Gesù: Io sono la VIA, la VERITA’e la VITA. Nessuno va al Padre se non per me.
Filippo: Signore, mostraci il Padre. Gesù: Chi ha visto me ha visto il Padre. Io sono nel Padre e il Padre è in me.
Ecco dove ci vuole portare Gesù già in questa vita: a una vita di comunione con Dio che è famiglia: Padre, Figlio, Spirito Santo, dove si vive d’amore. In più Gesù unendoci a lui come membra del suo Corpo ci porta anche a formare una grande comunione di vita con tutte le altre membra così da diventare una grande famiglia già ora in questa terra. Questa è la vera vocazione cristiana: formar famiglia con tutti = Comunità.
Amandoci diventiamo anche segni della presenza di Dio tra di noi e un anticipo del Paradiso in questa terra.
Preghiamo
Signore, ci costa saper apprezzare quanto ci ami in un mondo dove tutto è danaro e egoismo. Per questo convertirci all’amore vero è un miracolo che solo tu puoi farci. E’ quanto ti chiediamo in questa Eucarestia.
Ci confrontiamo
Viviamo in una cultura dominata dall’ egoismo. Guardiamo a tutte le ingiustizie e sofferenze causate dall’uomo che non sa amare. Basterebbe solo pensare al commercio di esseri umani e della prostituzione o alla corruzione che c’è nella vita politica e pubblica della nostra società. Ecco allora la risposta di Dio a tanto male con l’Anno Santo della Misericordia e anche con i molti messaggi di Papa Francesco che ci dicono che Dio ci ama: ” Non c’è giorno della nostra vita in cui cessiamo di essere una preoccupazione per il cuore di Dio. Lui si preoccupa di noi e cammina con noi semplicemente perché lui ci ama”.
E quando sbandiamo? Lui è sempre il Buon Pastore che va in cerca della pecora smarrita. Gesù è sempre sulle tracce di chi si è allontanato. Ma non dimentichiamo che la prova più grande che Gesù ci ama sempre è la sua croce dove muore amando a coloro che lo hanno torturato e seviziato: Padre, perdona loro …
Ci compromettiamo
Come vivere questa comunione di amore con Dio nella vita di ogni giorno? Facendo famiglia con tutti cioè formare comunità. E’ un segno inconfondibile di fede vera. Ci evita il pericolo dell’individualismo religioso di chi va a fare la Comunione e poi si ritira a vita privata, cioè di un Dio senza il prossimo. Per questo è importante capire la Eucarestia come il sacramento della Passione e morte di Gesù in croce: dare la vita per gli altri.
don Erminio
Il Gesù Risorto oggi ci ricorda che la vita continua anche dopo la morte e ci dice come dobbiamo prepararci:
Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Vado a prepararvi un posto … Poi verrò e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.
Questa casa del Padre è Gesù stesso perchè già noi formiamo con Gesù un solo Corpo. Lui è il capo e noi siamo sue membra. In Gesù entriamo in comunione anche con il Padre: Io e il Padre siamo una cosa sola. Già ora siamo nella possibilità di entrare nella casa del Padre di cui ci parla Gesù. Ciò che Gesù ora ci chiede è che diventiamo membra del suo Corpo e viviamo in comunione di amore con il Padre.
Tommaso: per arrivare a tanto? Gesù: Io sono la VIA, la VERITA’e la VITA. Nessuno va al Padre se non per me.
Filippo: Signore, mostraci il Padre. Gesù: Chi ha visto me ha visto il Padre. Io sono nel Padre e il Padre è in me.
Ecco dove ci vuole portare Gesù già in questa vita: a una vita di comunione con Dio che è famiglia: Padre, Figlio, Spirito Santo, dove si vive d’amore. In più Gesù unendoci a lui come membra del suo Corpo ci porta anche a formare una grande comunione di vita con tutte le altre membra così da diventare una grande famiglia già ora in questa terra. Questa è la vera vocazione cristiana: formar famiglia con tutti = Comunità.
Amandoci diventiamo anche segni della presenza di Dio tra di noi e un anticipo del Paradiso in questa terra.
Preghiamo
Signore, ci costa saper apprezzare quanto ci ami in un mondo dove tutto è danaro e egoismo. Per questo convertirci all’amore vero è un miracolo che solo tu puoi farci. E’ quanto ti chiediamo in questa Eucarestia.
Ci confrontiamo
Viviamo in una cultura dominata dall’ egoismo. Guardiamo a tutte le ingiustizie e sofferenze causate dall’uomo che non sa amare. Basterebbe solo pensare al commercio di esseri umani e della prostituzione o alla corruzione che c’è nella vita politica e pubblica della nostra società. Ecco allora la risposta di Dio a tanto male con l’Anno Santo della Misericordia e anche con i molti messaggi di Papa Francesco che ci dicono che Dio ci ama: ” Non c’è giorno della nostra vita in cui cessiamo di essere una preoccupazione per il cuore di Dio. Lui si preoccupa di noi e cammina con noi semplicemente perché lui ci ama”.
E quando sbandiamo? Lui è sempre il Buon Pastore che va in cerca della pecora smarrita. Gesù è sempre sulle tracce di chi si è allontanato. Ma non dimentichiamo che la prova più grande che Gesù ci ama sempre è la sua croce dove muore amando a coloro che lo hanno torturato e seviziato: Padre, perdona loro …
Ci compromettiamo
Come vivere questa comunione di amore con Dio nella vita di ogni giorno? Facendo famiglia con tutti cioè formare comunità. E’ un segno inconfondibile di fede vera. Ci evita il pericolo dell’individualismo religioso di chi va a fare la Comunione e poi si ritira a vita privata, cioè di un Dio senza il prossimo. Per questo è importante capire la Eucarestia come il sacramento della Passione e morte di Gesù in croce: dare la vita per gli altri.
don Erminio
domenica 7 maggio 2017
Foto rubata
"non usate il cellulari!" intimò don Lorenzo ma... evidentemente qualcuno è stato disubbidiente!
Ecco qua una foto super-rubata dalle Prime Comunioni in Parrocchia.
Ecco qua una foto super-rubata dalle Prime Comunioni in Parrocchia.
sabato 6 maggio 2017
4a Domenica di Pasqua
Come ci si presenta Gesù
Gesù Risorto ci si presenta come il Buon Pastore e come Buon Pastore, Gesù Risorto ora può farsi presente ad ognuna delle sue pecore, farsi carico delle difficoltà di ognuna e guidarle a pascoli erbosi. Tra i modi di comportarsi del Buon Pastore ce n’è uno che ci dice tutto il rapporto personale che Lui vuole stabilire con ciascuna delle sue pecore che siamo ognuno i noi:
Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori … Gesù ha un rapporto personale con ciascuno di noi, è un appassionato di noi, così amante da essere incapace di separarsi da noi. Se il nostro cuore si raffredda, il suo rimane sempre incandescente. Gesù, Buon Pastore, ci accompagna sempre, anche se per sventura noi ci dimenticassimo di lui. Sentirsi amati e accompagnati e non essere mai lasciati soli è una grande speranza che ci mantiene aperti sempre al suo amore.
Gesù, Buon Pastore, ci dice ancora:
Io sono La Porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Un modo per dirci che in lui siamo salvi dai ladri che vogliono corrompere il gregge. Possiamo pensare a un ladro terribile che è il dio danaro che è causa di tante ingiustizie per non dire di tutte le guerre in corso. Cosi pure il ladro dell’individualismo che ci chiude ai fratelli e a Gesù stesso. E molti altri ladri pericolosi.
Già ce lo aveva detto Gesù: Io son La Luce del Mondo – Io sono Il Pane di Vita. Gesù è colui che ci salva.
Le pecore ascoltano la mia voce. E Gesù quando ci parla? Ogni volta che leggiamo il suo Vangelo. Da qui incomincia il nostro cammino di amicizia con Gesù, Buon Pastore, leggendo il suo Vangelo.
Preghiamo
Signore, aiutaci a sentirti come un Pastore nel nostro cammino, che ci illumini con la tua Parola e ancor più sapere che il tuo amore per ciascuno di noi non viene mai meno anche quando noi ci allontaniamo da te. Ti preghiamo anche che sappiamo conoscere quali sono i cammini che tu Buon Pastore ci proponi da percorrere per il bene nostro e della tua Chiesa cioè la nostra vocazione: o al matrimonio o al sacerdozio o a una vita consacrata o a una vita di servizio a tempo completo per chi è in necessità.
Ci confrontiamo
Alcune riflessioni di Papa Francesco sul:
- Pastore Risorto che non si stanca mai di cercare noi, suoi fratelli smarriti nei deserti del mondo. Per noi, suo gregge, è andato incontro alla morte. - Il Pastore Risorto va a cercare chi è smarrito nei labirinti della solitudine e della emarginazione.
– Il Pastore Risorto si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù, lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazioni. Si fa carico dei bambini e adolescenti sfruttati.
– Il Pastore Risorto si fa compagno di strada di quanti sono costretti a lasciare la propria terra a causa delle guerre, del terrorismo, di carestie, di regimi.
- Il Signore Risorto guida i passi di chi cerca la giustizia e la pace.
Ci compromettiamo
Gesù, come Buon Pastore, può entrare nella nostra vita solo se gli permettiamo di parlarci con la sua Parola. Questo rapporto con Gesù nella misura che diventa amicizia sincera ci porterà poi a formare con lui un solo Corpo con il sacramento della Eucarestia. Qui i ladri del gregge non possono più nulla.
Se siamo coscienti di quanto Gesù, Buon Pastore, fa per ciascuno di noi sentiremo a nostra volta la necessità di fare altrettanto per gli altri. Gesù, Buon Pastore, ci fa quindi tutti missionari,ciascuno con la propria vocazione. Non fare per gli altri quanto Gesù fa per noi vuol dire che non lo abbiamo capito.
Gesù Risorto ci si presenta come il Buon Pastore e come Buon Pastore, Gesù Risorto ora può farsi presente ad ognuna delle sue pecore, farsi carico delle difficoltà di ognuna e guidarle a pascoli erbosi. Tra i modi di comportarsi del Buon Pastore ce n’è uno che ci dice tutto il rapporto personale che Lui vuole stabilire con ciascuna delle sue pecore che siamo ognuno i noi:
Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori … Gesù ha un rapporto personale con ciascuno di noi, è un appassionato di noi, così amante da essere incapace di separarsi da noi. Se il nostro cuore si raffredda, il suo rimane sempre incandescente. Gesù, Buon Pastore, ci accompagna sempre, anche se per sventura noi ci dimenticassimo di lui. Sentirsi amati e accompagnati e non essere mai lasciati soli è una grande speranza che ci mantiene aperti sempre al suo amore.
Gesù, Buon Pastore, ci dice ancora:
Io sono La Porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Un modo per dirci che in lui siamo salvi dai ladri che vogliono corrompere il gregge. Possiamo pensare a un ladro terribile che è il dio danaro che è causa di tante ingiustizie per non dire di tutte le guerre in corso. Cosi pure il ladro dell’individualismo che ci chiude ai fratelli e a Gesù stesso. E molti altri ladri pericolosi.
Già ce lo aveva detto Gesù: Io son La Luce del Mondo – Io sono Il Pane di Vita. Gesù è colui che ci salva.
Le pecore ascoltano la mia voce. E Gesù quando ci parla? Ogni volta che leggiamo il suo Vangelo. Da qui incomincia il nostro cammino di amicizia con Gesù, Buon Pastore, leggendo il suo Vangelo.
Preghiamo
Signore, aiutaci a sentirti come un Pastore nel nostro cammino, che ci illumini con la tua Parola e ancor più sapere che il tuo amore per ciascuno di noi non viene mai meno anche quando noi ci allontaniamo da te. Ti preghiamo anche che sappiamo conoscere quali sono i cammini che tu Buon Pastore ci proponi da percorrere per il bene nostro e della tua Chiesa cioè la nostra vocazione: o al matrimonio o al sacerdozio o a una vita consacrata o a una vita di servizio a tempo completo per chi è in necessità.
Ci confrontiamo
Alcune riflessioni di Papa Francesco sul:
- Pastore Risorto che non si stanca mai di cercare noi, suoi fratelli smarriti nei deserti del mondo. Per noi, suo gregge, è andato incontro alla morte. - Il Pastore Risorto va a cercare chi è smarrito nei labirinti della solitudine e della emarginazione.
– Il Pastore Risorto si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù, lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazioni. Si fa carico dei bambini e adolescenti sfruttati.
– Il Pastore Risorto si fa compagno di strada di quanti sono costretti a lasciare la propria terra a causa delle guerre, del terrorismo, di carestie, di regimi.
- Il Signore Risorto guida i passi di chi cerca la giustizia e la pace.
Ci compromettiamo
Gesù, come Buon Pastore, può entrare nella nostra vita solo se gli permettiamo di parlarci con la sua Parola. Questo rapporto con Gesù nella misura che diventa amicizia sincera ci porterà poi a formare con lui un solo Corpo con il sacramento della Eucarestia. Qui i ladri del gregge non possono più nulla.
Se siamo coscienti di quanto Gesù, Buon Pastore, fa per ciascuno di noi sentiremo a nostra volta la necessità di fare altrettanto per gli altri. Gesù, Buon Pastore, ci fa quindi tutti missionari,ciascuno con la propria vocazione. Non fare per gli altri quanto Gesù fa per noi vuol dire che non lo abbiamo capito.
domenica 23 aprile 2017
2a Domenica di Pasqua
DOMENICA II DI PASQUA
Giovanni 20, 19-31
Come ci si presenta il Gesù Risorto
Nel giorno stesso della Pasqua Gesù apparve a porte chiuse ai discepoli e disse loro: Pace a Voi: è la pace dell’amore che vince l’odio. E’quanto ha fatto Gesù nella sua Passione e sulla Croce.
E mostrò loro le mani e il fianco. Le sue ferite e le sue piaghe sono quelle che lo identificano. Ci ricordano il suo amore che lo ha portato ad amare tutti gli uomini perfino quelli che lo torturarono e lo uccisero.
I discepoli gioirono al vedere il Signore. Anche la gioia è un grande dono del Risorto. La gioia è propria di chi vive nell’amore e ci libera dalla paura.
Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Gesù ci affida la sua stessa missione. E’ quanto ci ha detto nell’Ultima Cena: amatevi come io vi ho amati cioè anche voi sappiate amarvi dando la vita come me.
Ricevete lo Spirito Santo. E’ lo stesso Spirito di Amore che lo ha portato a dare la sua vita per gli altri. Ora lo dà anche a noi perché sappiamo fare altrettanto.
A coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati e a chi non li perdonerete non saranno perdonati. Perdonare i peccati è un miracolo più grande che resuscitare un morto. Il perdono infatti ci rimette in comunione con Dio e con i fratelli così che possiamo dire: Padre Nostro. E questo è un grande miracolo.
Questi sono i doni di Gesù Risorto e sono i segni della Misericordia di Dio che Lui è venuto a portare in mezzo a noi. Ce li ha comunicati perché anche noi continuassimo a rendere presente la sua Misericordia.
E’ per questo che si è scelto questa II Domenica di Pasqua come LA DOMENICA DELLA MISERICORDIA.
Preghiamo
Signore, ti ringraziamo per averci coinvolti nella tua stessa missione di Redentore invitandoci a donare a tutti la tua Misericordia. Aiutaci a vivere questi tuoi doni perché la tua Misericordia sia alla portata di tutti.
Ci confrontiamo
Viene sempre meno la pratica religiosa in mezzo a noi. Le cause sono molte. Però alla luce del Vangelo di oggi ci domandiamo: se Gesù il Risorto fosse per noi cristiani una Buona Notizia, forse sentiremmo l’entusiasmo di parteciparla anche ad altre persone incominciando dalle nostre famiglie. Andiamo a messa, forse facciamo anche la Comunione e tutto resta un fatto privato. Quindi la fede viene meno anche perché non viene condivisa da parte di chi dice di credere in Gesù. Non cìè evangelizazione.
Ci compromettiamo
Urge conoscere Gesù per poterlo amare così da sentire poi il desiderio di farlo conoscere.
Urge pure saper di più su la Eucarestia perché le nostre comunioni sono purtroppo un fatto privato che contraddicono l’amore di Gesù in croce che ci viene comunicato quando facciamo la Comunione.
don Erminio
domenica 16 aprile 2017
Pasqua
Ecco quanto accadde il primo giorno della settimana. Maria di Magdala si recò al sepolcro e avendolo incontrato vuoto corse da Simon Pietro e Giovanni per dire loro: hanno portato via il Signore dal sepolcro … Andarono al sepolcro. Entrò Pietro, osservò i teli posati là e il sudario a parte. Poi entrò Giovanni VIDE E CREDETTE cioè che GESÙ ERA RISORTO.
Come arrivò alla fede?
Il sepolcro vuoto gli ricordò quanto Gesù aveva detto:IL TERZO GIORNO RISUSCITERÒ. Credette alla Parola di Gesù e che quindi era Risorto.
Come ci si presenta Gesù Risorto
Gesù risorto è il Gesù che ora accompagna a tutti gli uomini per continuare la sua missione di Salvatore iniziata in Palestina. Questa missione di Gesù ci è stata presentata nelle cinque domeniche di Quaresima:
- Gesù che vince il demonio con la Parola di Dio
– Gesù che si trasfigura per dire ai suoi discepoli che altrettanto sfolgorante sarà l’amore che Lui manifesterà sulla croce - Gesù che è luce guarendo un cieco dalla nascita e poi lo porta alla luce della fede – Gesù che rivela alla Samaritana un amore che toglie la sete per sempre liberandola dal peccato
– Gesù che risuscita Lazzaro dimostrando che ha il potere sulla morte.
Questo è il Gesù che resuscitato continua ora a vivere tra tutti gli uomini portandoli alla salvezza.
Preghiamo
Preghiamo con la preghiera di S. Francesco che più riflette i tratti della missione di Gesù Risorto tra noi:
Signore, fa di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, che io porti l’Amore.
– Dove è offesa, che io porti il Perdono.
- Dove è discordia, che io porti l’Unione.
- Dove è dubbio, che io porti la Fede.
– Dove è errore, che io porti la Verità.
– Dove è la disperazione, che io porti la Speranza.
– Dove è la tristezza che io porti la Gioia.
– Dove sono le tenebre, che io porti la Luce.
- Oh, Maestro, fa che io non cerchi tanto:
- Ad essere consolato, quanto a consolare.
- Ad essere compreso, quanto a comprendere.
- Ad essere amato, quanto ad amare.
– Sì, è Donando , che si riceve.
– Perdonando che si è perdonati.
– Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.
Ci confrontiamo
Non vi sembra che con più abbiamo e più ci sentiamo insoddisfatti e anche sempre più chiusi in noi stessi cioè con meno capacità di amare? Non dimentichiamo che l’uomo è un essere immortale. Niente lo può soddisfare. Gesù Risorto è un amico che ci accompagna tutti giorni verso la nostra Resurrezione. risorgerò nel mio popolo.
Ci compromettiamo
Il Cristo, nostro amico Risorto dove lo incontriamo oggi? Lui ce lo ha detto:
- Nei poveri: tutto quello che avrete fatto ai più piccoli dei miei fratelli è a me che l’avrete fatto.
- Dove c’è Comunione di vita: Dove ci sono due o tre riuniti nel mio nome lì sono presente io.
- Nella sua Parola: La mia Parola è Spirito e vita.
- Nei Sacramenti, soprattutto nella Eucarestia: Prendete: Questo è il mio Corpo … Questo è il mio Sangue …
don Erminio
domenica 9 aprile 2017
Domenica delle Palme
Come ci si presenta Gesù Oggi inizia la Settimana Santa dove la Passione e morte di Gesù domina tutta la liturgia di questi giorni.
Non c’è il tempo per commentarla. Però ciò che ci sorprende è che Gesù, il Figlio di Dio che ci ha creati tutti, si lasci umiliare fino ad essere uno zimbello nella mani dei facinorosi che lo vogliono eliminarlo a tutti i costi. Quando Gesù professa di essere” il Figlio di Dio che vedrete venire sulle nubi del cielo alla destra di Dio Padre …” gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono dicendo “fa il profeta per noi, Cristo, chi ti ha colpito?” E la folla che gridava sempre più forte a Pilato: ”sia crocefisso! Liberaci Barabba!”. E una volta crocefisso i capi del popolo e gli anziani sotto la croce, facendosi beffe di lui: “ha salvato gli altri non può salvare se stesso. Ha detto: sono figlio di Dio, che Dio lo liberi e noi gli crederemo”.E tanti insulti …
Ci sorprende che Gesù abbia sopportato tutti questi oltraggi e maltrattamenti senza dire niente, senza nessuna reazione. E’ che Gesù amava tutta questa gente che lo insultava. Era il peccato che c’era in loro che li portava ad odiarlo. E Gesù è venuto a togliere il peccato del mondo amando il peccatore. Infatti tutta questa scena drammatica termina proprio con il perdono dall’alto della croce: ” Padre perdona loro” E a Pietro proibisce la spada cioè l’uso delle armi per fare giustizia.
Il perdono è il segno più grande dell’amore: ”nessuno ha una amore più grande di chi dà la vita per chi ama”.
E l’amore è l’unica arma che porta alla pace. Questa attitudine di Gesù di amare i peccatori lo ha accompagnato in tutta la sua vita pubblica. Lo scandalo che sentiamo davanti a Gesù in croce è la stesso che abbiamo provato davanti a Gesù, il Figlio di Dio che nasce in una stalla a Betlemme. In tutto questo Gesù ci ha rivelato l’ amore del Padre che ha mandato il suo Figlio proprio per salvaci.
Quindi D I O E’ A M O R E!
E’ la grande rivelazione che Gesù ci ha fatto con la sua morte in croce. Questo lo diciamo perché c’è chi pensa che la Passione e Morte di Gesù sia un prezzo pagato a Dio per noi.
Preghiamo
Signore, non ci resta che dirti GRAZIE. Solo ti chiediamo di sapere apprezzare di più la tua Passione e Morte
Ci confrontiamo
Perché un atto così grande di amore come la Passione e Morte di Gesù, il Figlio di Dio, lascia sempre più indifferenti la maggior parte degli uomini? E’ opera del peccato. E’ stato il peccato che ha portato a infierire contro Gesù fino a ucciderlo. San Giovanni ce lo dice: la Luce è venuta nel mondo ma gli uomini hanno preferito le tenebre perché le loro opere erano malvagie.
Ci impegniamo
Possiamo far nostro tutto l’amore che ha portato Gesù a dare la vita per noi con l’Eucarestia. Il Gesù presente nel Pane e Vino consacrati è il Gesù della Croce. Nella comunione con Lui il suo amore passa a noi.-- Ci aiuterà pure a capire meglio la Passione di Gesù vedendo la Via Crucis di M. Teresa nel video annesso al messaggio della domenica.
don Erminio
domenica 2 aprile 2017
5a di Quaresima
Come ci si presenta Gesù
Gesù ridona la vita a Lazzaro, morto da quattro giorni e si presenta come il Signore della vita.
Ciò che ci aiuta a capire il senso di questo miracolo è la risposta che Gesù dà a Marta, sorella di Lazzaro: “Io sono la Resurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?”
E’ una grande rivelazione. Gesù ridà la vita al corpo morto di Lazzaro per poter poi rivelarci che egli è venuto in questo mondo proprio per comunicare a noi la sua stessa vita di Figlio di Dio, una vita che non muore mai, eterna.
Questo si dà se noi viviamo uniti a Gesù: Chi vive e crede in me non morirà in eterno.
Così pure vediamo in questo vangelo un Gesù profondamente umano di fronte all’amico Lazzaro morto al punto che scoppia in pianto con le sorelle Marta e Maria e con i Giudei che pure piangevano. Gesù piange perchè sente il male dell’uomo come proprio. E sarà proprio questa sua capacità di piangere con chi soffre che lo porterà a finire su di una croce: non c’è amore più grande di chi dà la vita per chi ama.
Preghiamo
Signore, chiamando alla vita Lazzaro morto, ci hai rivelato che la morte non è più un incubo perchè siamo fatti per vivere per sempre in unione con te ora e anche dopo morte.
Però liberaci dal pericolo del peccato che solo può spegnere questa tua vita in noi ora e anche per sempre.
Ci confrontiamo
Abbiamo paura della morte? E’una domanda che possiamo fare a tutti e la risposta sarà pressoché uguale: è meglio non pensarci. Ci disturba! La cultura dello star bene ci ha fatto dimenticare che siamo fatti per l’eternità e ci ha portati all’illusione dello star bene ora. Non si rinnega Dio ma si vive come se lui non fosse importante. E quando si arriva a una certa età avanzata, se non si ha la possibilità di una conversione, ci si trova in una terribile solitudine. Andate a visitare una casa di riposo per anziani. L’uomo è un essere immortale. Non c’è nulla che possa fare felice l’uomo per sempre su questa terra.
Ci compromettiamo
Come liberarci dal pericolo di vivere nell’illusione del provvisorio e ricuperare la coscienza che siamo fatti per stare sempre con Dio anche dopo morte? Stando con Gesù. Lo abbiamo sentito oggi nel suo Vangelo: Chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Ma ancor più chiaro nell’Eucarestia Gesù: Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue vive di vita eterna ed io Io risusciterò nell’ ultimo giorno.
Infatti quando noi mangiamo trasformiamo il cibo nel nostro corpo. Qui nell’Eucarestia quando mangiamo il Corpo di Gesù, presente nella Ostia, siamo noi che veniamo assimilati da Gesù così che noi diventiamo ciò che mangiamo, cioè diventiamo Gesù. I suoi pensieri, la sua capacità di amare diventano nostri. E’ sconvolgente. La Eucarestia ci apre alla fraternità.
Tra I CINQUE IDEALI che padre Antonio propone vi sono: IMITARE GESU’ e FARLO CONOSCERE.
don Erminio
domenica 26 marzo 2017
4a di Quaresima
Come ci si presenta Gesù
Gesù guarisce un cieco dalla nascita e si presenta come Luce del mondo.
Vediamo il cammino di fede di questo cieco guarito. Ai farisei che gli chiedevano: Tu che dici di questo uomo che ti ha aperto gli occhi? “E’ un profeta”! E interrogato un’altra volta, dopo di essere stato insultato, risponde: “Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla”.
E lo cacciarono fuori. Gesù lo seppe e quando lo trovò gli disse: “Tu credi nel Figlio dell’uomo?” Egli rispose: ”E chi è, Signore, perché io creda in lui?”. Gli disse Gesù: “Lo hai visto: è colui che parla con te”. Ed egli disse: ”Credo, Signore!”.
E si prostrò davanti a lui. Il Gesù-Luce che guarì a questo cieco dalla cecità corporale lo rese poi capace di testimoniare in suo favore fino a portarlo alla luce grande della fede: Credo, Signore.
Attorno a questa Luce che ha illuminato la vita del cieco nato ci sono però molte cecità.
La cecità di coloro che vedono il cieco nato guarito però non vanno più in là della sorpresa, indifferenti.
La cecità dei farisei: “questo uomo non viene da Dio perchè non osserva il sabato.
Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sapiamo di dove sia”. Il potere li rendeva incapaci di capire. La cecità degli stessi genitori che non presero posizione in favore del figlio guarito per paura dei farisei che avevano dichiarato che chi avesse riconosciuto Gesù come il Cristo venisse espulso dalla sinagoga.
Preghiamo
Signore, ti sei rivelato come Luce che ci libera da ogni forma di cecità. Ora ci ricordiamo quanto hai detto: ”La Luce è venuta al mondo pero gli uomini han preferito le tenebre alla Luce perché le loro opere erano cattive”. Liberaci, ti preghiamo, dal potere del peccato che ci mantiene ciechi anche di fronte alla Luce.
Ci confrontiamo
Gesù-Luce oggi ci invita a scoprire tutte le forme di cecità in corso nel nostro tempo. Il Papa Francesco nel messaggio della Quaresima ci fa un elenco di alcune cecità commentando la parabola del ricco e Lazzaro.
- La cecità del denaro. San Paolo ci dice che l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali. Ci acceca e ci rende incapaci di amare.
- La cecità della vanità, preoccupati di far vedere agli altri ciò che possiamo permetterci.
- La cecità della superbia che ci fa dimenticare che siamo mortali.
– La cecità del potere che ci porta a servirci degli altri. Le conseguenze sono deleterie: incapaci di vedere Dio e di amarci come fratelli.
Ci compromettiamo
Come può oggi Gesù guarire tante cecità in corso nel nostro tempo?
Con ciascuno di noi. Come? Con la evangelizzazione. Per evangelizzare abbiamo bisogno di una pastorale più missionaria, come ci dice il Papa, di una chiesa in uscita. La evangelizzazione è possibile sempre se Gesù è diventato per noi una Buona Notizia che ci abbia entusiasmati. E a tanto si può arrivare con una lettura costante e attenta del Vangelo.
L’incontro poi con Gesù nell’Eucarestia ci aiuterà a mettere in pratica quanto Gesù ci ha detto nel Vangelo che abbiamo letto. E quando la Parola si fa vita in noi nasce il desiderio di condividerla.
Pino Lodetti,missionario che diffuse la Luce di Gesù in Venezuela e Guatemala per 45 anni
don Erminio
domenica 19 marzo 2017
3a di Quaresima
Come ci si presenta Gesù.
Gesù è alle prese con una donna samaritana. L’intento di Gesù è di convertirla all’amore vero perchè anch’essa possa essere una donna felice. Gesù arriva al pozzo e aspetta che la samaritana venga ad attingere acqua. I suoi discepoli erano andati in città a prendere da mangiare.
Arriva la samaritana e Gesù le dice: “ dammi da bere”. E alle sorprese della donna Gesù incomincia a rivelarsi e risponde: ”Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice “dammi da bere”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. E alla donna che si meraviglia che Gesù parli di acqua e senza secchio, risponde: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno”. E allora la donna gli dice: “Signore, dammi di quest’acqua”. E’ il primo passo verso Gesù, pero interessato e non la porta a capire che Gesù la ama.
Ed ecco il colpo finale per rimuovere dalla vita della donna ciò che le impediva di capire che Gesù l'amava cioè il peccato. Le dice Gesù: ”Va a chiamare tuo marito e ritorna qui”. La donna non aveva marito. Conviveva con l’uomo di turno.
La donna è rimasta scioccata per quanto le ha svelato Gesù e nasce in lei l’interesse di sapere di più su di lui e incomincia a domandargli dove deve essere adorato Dio e anche sul messia che si stava aspettando. A questo punto Gesù le si rivela : “SONO IO CHE PARLO CON TE”.
La donna sconcertata e anche entusiasmata lascia la sua anfora e va in città a dire a tutti ”Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?”
Gesù sa entrare nella vita del altro no denunciando ma amando e dialogando e lo aiuta a conoscersi per quello che è e quanto può valere accompagnandosi a lui.
Preghiamo
Signore, aiutaci a capire che anche la nostra conversione è possibile solo se accettiamo di incontrarti e conversare con te leggendo il Vangelo. Senza il Vangelo la nostra fede rischia di diventare solo devozione.
Ci confrontiamo
Se abbiamo notato, il frutto della conversione di questa donna è stato quello di andare nella città e dire a tutti senza vergogna il suo incontro con Gesù. Se Gesù è per noi è una buona notizia dovremmo sentirci entusiasti di lui e parlare di lui a tutti senza pena. Pensiamo invece alla nostra pastorale che non è ancora proiettata verso i “lontani” che sono la maggioranza. Chi andrà ad annunciare loro il Gesù che li ama?
Chi ha incontrato Gesù lo testimonia sempre e a volte pagando di persona, come i numerosi martiri di oggi.
Ci compromettiamo
Per arrivare a un incontro personale con Gesù dobbiamo, come la samaritana, entrare in dialogo personale con Gesù leggendo Vangelo. In più Gesù ci parla di un’acqua viva che toglie la sete per sempre. Dove la incontriamo? In Gesù Eucarestia. Gesù lo ha detto: Io sono il pane di vita. Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non più sete. La Eucarestia fa più personale l’amicizia con Gesù che nasce con la lettura del Vangelo.
don Erminio
Gesù è alle prese con una donna samaritana. L’intento di Gesù è di convertirla all’amore vero perchè anch’essa possa essere una donna felice. Gesù arriva al pozzo e aspetta che la samaritana venga ad attingere acqua. I suoi discepoli erano andati in città a prendere da mangiare.
Arriva la samaritana e Gesù le dice: “ dammi da bere”. E alle sorprese della donna Gesù incomincia a rivelarsi e risponde: ”Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice “dammi da bere”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. E alla donna che si meraviglia che Gesù parli di acqua e senza secchio, risponde: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno”. E allora la donna gli dice: “Signore, dammi di quest’acqua”. E’ il primo passo verso Gesù, pero interessato e non la porta a capire che Gesù la ama.
Ed ecco il colpo finale per rimuovere dalla vita della donna ciò che le impediva di capire che Gesù l'amava cioè il peccato. Le dice Gesù: ”Va a chiamare tuo marito e ritorna qui”. La donna non aveva marito. Conviveva con l’uomo di turno.
La donna è rimasta scioccata per quanto le ha svelato Gesù e nasce in lei l’interesse di sapere di più su di lui e incomincia a domandargli dove deve essere adorato Dio e anche sul messia che si stava aspettando. A questo punto Gesù le si rivela : “SONO IO CHE PARLO CON TE”.
La donna sconcertata e anche entusiasmata lascia la sua anfora e va in città a dire a tutti ”Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?”
Gesù sa entrare nella vita del altro no denunciando ma amando e dialogando e lo aiuta a conoscersi per quello che è e quanto può valere accompagnandosi a lui.
Preghiamo
Signore, aiutaci a capire che anche la nostra conversione è possibile solo se accettiamo di incontrarti e conversare con te leggendo il Vangelo. Senza il Vangelo la nostra fede rischia di diventare solo devozione.
Ci confrontiamo
Se abbiamo notato, il frutto della conversione di questa donna è stato quello di andare nella città e dire a tutti senza vergogna il suo incontro con Gesù. Se Gesù è per noi è una buona notizia dovremmo sentirci entusiasti di lui e parlare di lui a tutti senza pena. Pensiamo invece alla nostra pastorale che non è ancora proiettata verso i “lontani” che sono la maggioranza. Chi andrà ad annunciare loro il Gesù che li ama?
Chi ha incontrato Gesù lo testimonia sempre e a volte pagando di persona, come i numerosi martiri di oggi.
Ci compromettiamo
Per arrivare a un incontro personale con Gesù dobbiamo, come la samaritana, entrare in dialogo personale con Gesù leggendo Vangelo. In più Gesù ci parla di un’acqua viva che toglie la sete per sempre. Dove la incontriamo? In Gesù Eucarestia. Gesù lo ha detto: Io sono il pane di vita. Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non più sete. La Eucarestia fa più personale l’amicizia con Gesù che nasce con la lettura del Vangelo.
don Erminio
domenica 12 marzo 2017
2a di Quaresima
Come ci si presenta Gesù
Oggi ci prepariamo alla Pasqua meditando la Trasfigurazione di Gesù. E’ importante notare che in Matteo la Trasfigurazione viene riportata dopo che Gesù annunciò la sua morte in Gerusalemme por parte dei capi del popolo come uno sconfitto su di una croce. Pietro incluso gli si oppose e Gesù lo chiamò Satana.
In questo contesto Gesù porta con se tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte e si trasfigurò davanti a loro: il suo volto brillò come il sole davanti a loro e le sue vesti divennero candide come la luce.
Una nube luminosa poi li coprì e una voce che diceva: ”Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”.
Il Padre già aveva presentato Gesù, come suo Figlio, quando con i peccatori si faceva battezzare da Giovanni.
Ora ce lo presenta in tutta la sua gloria di Figlio di Dio nella trasfigurazione però incamminato verso la croce, come se ci dicesse: questa gloria che vedete ora nel mio Figlio su questo monte la vedrete ancora più luminosa quando sarà messo su di una croce . Quindi anche allora: ASCOLTATELO! anche se lo vedrete umiliato e sconfitto.
Che luce possiamo vedere sulla croce di Gesù? E’ la luce dell’AMORE sconfinato di Dio che si dà nel CRISTO CROCEFISSO. Basta pensare come è morto Gesù in croce: nessun segno di violenza né di condanna anzi perdonando ai suoi nemici e portando con sè in Paradiso un condannato a morte come lui.
Non c’è amor più grande di colui che dà la vita per quelli che ama.
Il padre tanto ha amato il mondo da mandare suo Figlio per salvarlo.
Questa è la luce della Trasfigurazione che si riflette sul calvario sulla croce di Gesù, la luce dell’amore.
Preghiamo
Signore, dalla croce ci hai manifestato tutto l’ amore che hai per tutti noi e oggi con la tua Trasfigurazione ci dici che questo amore è la stessa luce che ha abbagliato i tre discepoli.
Ti chiediamo: aiutaci ad amare come tu ci hai amato perché anche noi possiamo essere luce per molti.
Ci confrontiamo
Oggi l’amore va sempre più scarseggiando. -Basta solo pensare alle diminuzioni delle nascite tra i paesi più sviluppati. In Italia gli ottantenni sono più numerosi dei bambini nati in un anno e i morti sono più dei nati. Le cause sono molte non ultima la paura del sacrificio. E l’amore nasce proprio dal sapersi donare e questo richiede sacrificio.
-Pensiamo anche alla fobia verso i migranti considerati come un disturbo e un pericolo per le nostre sicurezze. -Diminuiscono le vocazioni sacerdotali e religiose. -Il denaro sempre più in mano di pochi. -Politici incapaci di collaborare per il bene comune …
Ci impegniamo
Il Gesù trasfigurato, pieno di luce, ha abbagliato e entusiasmato i tre discepoli al punto che volevano restare là sul monte. Ora sulla croce lo stesso Gesù ci ha manifestato un amore così grande da lasciarci tutti sorpresi dando la sua vita per noi. L’amore di Gesù sulla croce è come la stessa luce che ha sbalorditi i tre discepoli e che ora può illuminare anche noi affascinati dalle suggestioni del peccato.
E questo è alla portata di tutti. Ormai sappiamo che questo Gesù della croce lo incontriamo nella Eucarestia: Questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi – Questo è il mio Sangue versato per voi.Il Cristo dell’Eucarestia è il Cristo dell’AMORE
don Erminio
domenica 5 marzo 2017
1a di Quaresima
Come ci si presenta Gesù
Gesù si prepara alla sua missione con 40 giorni nel deserto come Mosè 40 giorni sul monte Sinai.
Le tre tentazioni ci aiutano a capire il senso della missione di Gesù. Attore delle tentazioni è il diavolo.
Prima tentazione: “Se tu sei il Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane”. Dio ha creato tutto per il bene dell’uomo. E’ giusto che tu goda di quanto Dio ha creato e che non patisca la fame.
Risposta di Gesù: “Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla blocca di Dio”. L’uomo non è solo carne ma anche spirito. Se alimenta solo i bisogni materiali rischia di essere meno uomo e anche la missione di Gesù avrebbe dovuta essere solo una missione umanitaria.
Seconda tentazione: Dal punto più alto del tempio gli disse: “se tu sei il Figlio di Dio gettati giù. Tuo Padre non permetterà che inciampi contro nessuna pietra” La gente vedendo tanto potere ti proclamerà come il liberatore di Israele.
Risposta di Gesù:” Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”. Dio infatti ha inviato Gesù, suo figlio, in mezzo a noi non per farne un trionfatore ma perché ci dicesse che Dio è un Padre e che ci ama come figli.
Terza tentazione: Di nuovo lo portò su un monte e gli mostrò i regni del mondo:”Sono tuoi se mi adorerai”. Gesù è tentato di farsi grande dominando, come i potenti di questo mondo, invece di amare e servire.
Risposta di Gesù:”Vattene, Satana! Il Signore, Dio tuo, adorerai, e a Lui solo renderai culto”. Di fatto la sua missione sarà quella di condividere la vita degli ultimi fino ad essere condannato proprio dai potenti.
Preghiamo
Signore, ciò che ti ha aiutato a far fronte alle tentazioni del diavolo è stato la PAROLA che ti ha dato la chiara conoscenza della tua missione. Ti chiediamo che anche per noi la PAROLA sia una luce nei momenti difficili della tentazione per non rischiare di tradire la nostra fede e la nostra vocazione al servizio.
Ci confrontiamo
Vediamo come si danno queste tentazioni nella nostra vita.
La prima tentazione: quella del pane cioè i nostri rapporti con le cose di questo mondo. Già Gesù stesso ce ne ha già parlato domenica scorsa invitandoci alla fiducia nel Padre e avvertendoci del nemico-ricchezza.
La seconda tentazione: quella dei nostri rapporti con Dio che a volte lo strumentalizziamo al punto che se non veniamo esauditi in ciò che gli chiediamo gli voltiamo le spalle, concludendo: pregare non serve.
La terza tentazione: quella dei nostri rapporti con chi ci sta a fianco: servirsi di loro, imporre invece di amare e servire.
Ci compromettiamo
Gesù ha saputo sfatare tutte le falsità del diavolo perché la PAROLA gli teneva chiara quale era la sua missione in questo mondo. Anche per noi la PAROLA può illuminarci sul senso della nostra vita e su quello che Dio vuole da noi. Questo quindi sarà il nostro digiuno quaresimale: leggere tutti i giorni il VANGELO. E’ quanto ci chiede anche il Papa Francesco nel suo messaggio della Quaresima.
Non dimentichiamo che non si può amare chi non si conosce ed essere aiutati da chi trascuriamo.
don Erminio
domenica 26 febbraio 2017
8a Domenica del tempo ordinario
Come ci si presenta Gesù
“Non preoccupatevi né per il cibo…né per il vestito”.Parole sconvolgenti per gente che appena sopravvive.
Che cosa ci vuol dire Gesù? Vuole liberarci dalle preoccupazioni che creano affanno e rendono triste la vita. Come?
Avvertendoci che abbiamo due padroni: Dio e la Ricchezza Incompatibili tra di loro.
Dio, Gesù ce lo presenta come un Padre provvidenziale che veste i fiori del campo e nutre gli uccelli del cielo. E conclude: e voi non valete più degli uccelli del cielo e dei fiori del campo? Quanto mai non farà altrettanto con voi che siete suoi Figli.
Ma allora perchè tanta fame e tanta miseria? C’è l’altro padrone, ci dice Gesù. E’ la Ricchezza che riesce a manipolare tanta gente che accumula beni materiali al punto da lasciare moltissimi senza niente. E’ la fame nel mondo. Abbiamo appena ascoltate le beatitudini: Beati i poveri in spirito perché sanno che i beni sono per tutti. In molte parti del Vangelo Gesù condanna la ricchezza come causa di molti mali. Il più grave è il giudizio finale in Matteo 25: Avevo fame e non mi avete dato da mangiare.
Un peccato che ci condanna per sempre. Dio ha creato i beni per tutti e quando lasciamo morire uno di fame è come se rubassimo a Dio ciò di cui aveva bisogno quel fratello per vivere. Per questo che Gesù termina con una avvertenza molto forte: Cercate il Regno dei Cieli e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. E’ l’annuncio di un nuovo modo di vivere che si chiama Regno di Dio dove la giustizia che regola i rapporti è l’amore.
Preghiamo
Signore, facci capire che quando chiamiamo Dio con il nome di Padre, recitando il Padre nostro, noi non lo riconosciamo come Padre ogni volta che non sappiamo condividere ciò che abbiamo con chi non ha.
Ci confrontiamo
Già lo sappiamo che il 20% della popolazione mondiale possiede 80% di tutti i beni di questo mondo e 80% della popolazione mondiale vive solo dell’altro 2°% che rimane. Da qui le grandi ingiustizie in corso e intere popolazioni destinate a vivere di stenti e a morire di fame.
Un altro fatto: aumentano le armi. L’Italia è il sesto esportatore di armi. Dove? Nel medio Oriente e nei paesi africani dove le guerre creano tutti quelli sfollati che arrivano poi in Italia. E tutto per il dio denaro. E allora dov’è Dio che ci dice di non preoccuparci del cibo e del vestito? Ricordiamo che Gesù ci ha detto anche che non si può servire a due padroni. E noi se decidiamo di servire al Dio Denaro, Dio non ce lo po’ impedire. Ci toglierebbe la libertà. Ma delega a noi, parte del Regno di Dio, la lotta in favore di chi non ha.
Le forme di questa lotta sociale-religiosa sono molte e diverse da un luogo all’altro. Ma chi tace acconsente
Ci compromettiamo
Dove realizziamo il Regno di Dio in mezzo a noi è sopratutto nell’Eucarestia. Mangiando tutti lo stesso pane che è Gesù formiamo con Lui un solo Corpo e fratelli tra di noi. Se siamo tutti fratelli si può dare che un fratello possa morire di fame e io resti indifferente o potendolo non faccia niente? La Eucarestia non può lasciarci indifferenti davanti a tutti i problemi sociali del nostro tempo. Dall’ Eucarestia riceviamo la forza per amarci gli uni gli altri come Gesù ci ha amati fino a dare la vita per gli altri. Questo è il miracolo vero.
don Erminio
domenica 19 febbraio 2017
7a Domenica del tempo ordinario
Segue il discorso di Gesù per completare la Legge i Profeti. Già Gesù ci ha detto che - si può uccidere l’altro anche con l’offesa – l’adulterio si commette prima nel cuore – il divorzio è far piangere Dio – non giurare.
Gesù ora ci presenta altre due indicazioni per completare il suo discorso circa la Legge e i Profeti.
Come ci si presenta Gesù
Premettiamo che le nostre relazioni sono regolate dalla legge della reciprocità: ti faccio un favore perché possa ricevere da te altrettanto. Questo si dà anche con Dio: obbedisco a Dio perché lui poi mi aiuti. Ora Gesù in questo discorso ci propone un'altra legge, quella della gratuità: ti faccio del bene perché tu sia felice anche se tu mi fai del male. Questo lo faccio perché sono figlio di Dio e mi comporto come fa Dio.
Per vivere secondo questa legge della gratuità, come figli di Dio, Gesù ci dà queste due indicazioni:
1) “Vi fu detto: occhio per occhio, dente per dente”. Una legge in sé buona nel senso che la vendetta non doveva superare il danno ricevuto. Ma Gesù secondo la legge della gratuità ci dice con alcuni esempi: ma Io vi dico: “ se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuole togliere la tunica, tu lascia anche il mantello ... Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle “.
2) Avete inteso che fu detto:” amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: “amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano affinchè siate figli del Padre che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi ... Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa avete? Voi dunque siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Che pensiamo di fronte a questa sfida che Gesù ci pone? Amare alla maniera di Dio è amare con gratuità senza aspettarci nulla in cambio con il solo desiderio che l’altro si trovi bene. Solo così possiamo dirci figli di Dio. “Siate perfetti come è perfetto il Padre che è nei cieli”. Dire poi che Dio castiga è bestemmia.
Preghiamo
Signore con la preghiera del Padre Nostro ti diciamo: perdona i nostri debiti come anche noi perdoniamo a chi ci offende. Non lasciarci cadere nella tentazione del egoismo. Ci allontana da te e ci fa simili al maligno.
Ci confrontiamo
Ciò che limita oggi la nostra capacità di amare è l’individualismo: ognuno pensa a se stesso. Il Papa ci dice che la indifferenza si è globalizzata e la indifferenza è non amare. In più prende piede la cultura dello scarto: vale ciò che serve. Il dio danaro è il più importante. Pensiamo alle divisioni sociali, ai molti poveri e ai pochi ricchi, ai nostri politici incapaci di dialogare, ai divorzi in aumento ... Come si vive nei condomini?
Ci sono anche molti esempi di condivisione. Per esempio l’eroismo dei volontari nel soccorrere le vittime del terremoto in centro Italia; tutti gli sforzi fatti per aiutare i profughi africani qui in Italia anche se molti li rifiutano; i Centri della vita in aiuto a donne per superare la tentazione di abortire. Scambiamoci pareri.
Ci compromettiamo
Non c’è scelta da fare. Urge affogare ogni sentimento di rancore e creare rapporti di amicizia con tutti. Solo così potremo essere figli di Dio. Però costa. Sappiamo dove attingere la forza per farlo. Nella Eucarestia c’è presente il Gesù della croce che ci ha amati anche da peccatori e ha dato la sua vita per noi. In Lui possiamo trovare la forza per fare altrettanto fino a perdonare ai nostri nemici come ha fatto Lui in croce.
Fino a quando non sapremo commuoverci davanti a un Dio che si lascia mettere in croce, non sapremo commuoverci neppure davanti a chi soffre.
don Erminio
Gesù ora ci presenta altre due indicazioni per completare il suo discorso circa la Legge e i Profeti.
Come ci si presenta Gesù
Premettiamo che le nostre relazioni sono regolate dalla legge della reciprocità: ti faccio un favore perché possa ricevere da te altrettanto. Questo si dà anche con Dio: obbedisco a Dio perché lui poi mi aiuti. Ora Gesù in questo discorso ci propone un'altra legge, quella della gratuità: ti faccio del bene perché tu sia felice anche se tu mi fai del male. Questo lo faccio perché sono figlio di Dio e mi comporto come fa Dio.
Per vivere secondo questa legge della gratuità, come figli di Dio, Gesù ci dà queste due indicazioni:
1) “Vi fu detto: occhio per occhio, dente per dente”. Una legge in sé buona nel senso che la vendetta non doveva superare il danno ricevuto. Ma Gesù secondo la legge della gratuità ci dice con alcuni esempi: ma Io vi dico: “ se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuole togliere la tunica, tu lascia anche il mantello ... Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle “.
2) Avete inteso che fu detto:” amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: “amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano affinchè siate figli del Padre che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi ... Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa avete? Voi dunque siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Che pensiamo di fronte a questa sfida che Gesù ci pone? Amare alla maniera di Dio è amare con gratuità senza aspettarci nulla in cambio con il solo desiderio che l’altro si trovi bene. Solo così possiamo dirci figli di Dio. “Siate perfetti come è perfetto il Padre che è nei cieli”. Dire poi che Dio castiga è bestemmia.
Preghiamo
Signore con la preghiera del Padre Nostro ti diciamo: perdona i nostri debiti come anche noi perdoniamo a chi ci offende. Non lasciarci cadere nella tentazione del egoismo. Ci allontana da te e ci fa simili al maligno.
Ci confrontiamo
Ciò che limita oggi la nostra capacità di amare è l’individualismo: ognuno pensa a se stesso. Il Papa ci dice che la indifferenza si è globalizzata e la indifferenza è non amare. In più prende piede la cultura dello scarto: vale ciò che serve. Il dio danaro è il più importante. Pensiamo alle divisioni sociali, ai molti poveri e ai pochi ricchi, ai nostri politici incapaci di dialogare, ai divorzi in aumento ... Come si vive nei condomini?
Ci sono anche molti esempi di condivisione. Per esempio l’eroismo dei volontari nel soccorrere le vittime del terremoto in centro Italia; tutti gli sforzi fatti per aiutare i profughi africani qui in Italia anche se molti li rifiutano; i Centri della vita in aiuto a donne per superare la tentazione di abortire. Scambiamoci pareri.
Ci compromettiamo
Non c’è scelta da fare. Urge affogare ogni sentimento di rancore e creare rapporti di amicizia con tutti. Solo così potremo essere figli di Dio. Però costa. Sappiamo dove attingere la forza per farlo. Nella Eucarestia c’è presente il Gesù della croce che ci ha amati anche da peccatori e ha dato la sua vita per noi. In Lui possiamo trovare la forza per fare altrettanto fino a perdonare ai nostri nemici come ha fatto Lui in croce.
Fino a quando non sapremo commuoverci davanti a un Dio che si lascia mettere in croce, non sapremo commuoverci neppure davanti a chi soffre.
don Erminio
domenica 5 febbraio 2017
5a Domenica del tempo ordinario
DOMENICA V DEL TEMPO ORDINARIO
Matteo 5,13-16
Gesù scende dal monte dove proclamò le Beatitudini e ai discepoli dice loro come devono comportarsi per comunicare a tutti lo stile di vita proclamato nelle Beatitudini. E lo fa con due immagini.
-- VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA ...
Il sale viene messo nel cibo per dar sapore. Così i cristiani per essere sale devono vivere in mezzo alla gente per diffondere il “sapore “delle Beatitudini. Se si chiudono nel piccolo mondo del proprio “io” non sono sale per nessuno e Gesù ci dice che serve per essere buttato via e calpestato.
Alcuni esempi di come si può essere sale.
-Nelle conversazioni dove noi possiamo manifestare il nostro modo di pensare su alcuni problemi scottanti della vita di oggi,come l‘aborto, la eutanasia, la maternità surrogata, la giustizia sociale, la famiglia ...
-Nel testimoniare che tutto è relativo e che ciò che vale è il bene che facciamo e che resta per l’aldilà.
-Nel impedire che si corrompano valori importanti della vita. Il sale infatti ha anche la funzione di evitare che i cibi si corrompano. Così difendiamo l’uomo che vale più del denaro e della produzione,la famiglia come istituzione naturale e creata da Dio e non dall’uomo,la sessualità come espressione di amore vero e non una compensazione affettiva. Domandiamoci se oggi l’uomo è il fine di tutte le scelte politiche ...
-- VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO. Affermazione inaudita. Il cristiano con il suo modo di vivere deve dar a vedere ciò che è bene o ciò che è male secondo Gesù perché anche gli altri a loro volta possano incontrare in Gesù la felicità già in questa terra e la salvezza eterna. Questa responsabilità ci obbliga a questionarci se il proprio modo di vivere è un bene o un male per gli altri. Innanzitutto nella famiglia dove la luce deve essere messa sul candelabro perché dia luce a quelli della casa.
E nel mondo : la vostra luce risplenda davanti agli uomini così che diano gloria al Padre vostro nei cieli. Preghiamo Signore, ancora una volta ti chiediamo di aiutarci a far nostro lo spirito delle tue Beatitudini per poter poi essere Sale e Luce del mondo perché non possiamo dare ciò che non abbiamo.
Ci confrontiamo
Possiamo prendere in esame i vari problemi citati sopra come esempi per essere sale e luce e poi domandarci fino a che punto ne siamo convinti e come dobbiamo fare per farli conoscere anche agli altri.
Ci impegnamo
Innanzitutto domandarsi se davvero conosciamo le grandi problematiche morali e religiose in corso del nostro tempo soprattutto riguardanti la famiglia e poi domandarsi come e con chi condividerlas. Non dimentichiamo che essere Luce e Sale è possibile solo con una grande fede che ci viene dalla preghiera e dal leggere il Vangelo.
don Erminio
domenica 29 gennaio 2017
4a Domenica del tempo ordinario
Matteo 5,1-12
Tutti cerchiamo la felicità come risposta al grande interrogativo: che senso ha la mia vita? E Gesù ci presenta l’uomo beato che ha saputo dare una risposta a questo interrogativo con le otto Beatitudini.
– Beati i Poveri in Spirito perché di essi è il Regno dei Cieli. Poveri in Spirito non sono i miserabili ma coloro che sono posseduti dallo Spirito di Dio il quale ci fa capire che i beni di questo mondo non sono nostri ma di Dio e Dio li ha creati per tutti. Noi siamo solo amministratori. E quando io do a uno ciò di cui ha bisogno faccio un atto di giustizia che è anche un atto di amore perché quello dal mo gesto mi riconosce come fratello. Togliendo dalla nostra vita il “MIO” si eliminano tutti i contrasti personali e sociali, guerre comprese.
– Beati gli Afflitti cioè Coloro che piangono perché saranno consolati. Non sono quelli che soffrono ma quelli che sanno piangere, come Gesù pianse sopra Gerusalemme, perché non ha accettato il mondo nuovo che Gesù è venuto a creare cioè il Regno di Dio. Quindi gli Afflitti sono coloro che piangono sui peccati del mondo. Dio li consolerà.
– Beati i Miti perché avranno in eredità la terra. Sono coloro che non reagiscono alle ingiustizie, ai mali del mondo con la violenza ma lottano amando sempre come ha fatto Gesù che è finito su di una croce perdonando. Solo così si costruisce un mondo nuovo cioè ereditar la terra.
--Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati. Le Beatitudini sono il ritratto di Gesù e il cammino della felicità La giustizia di Dio non è una giustizia punitiva: hai sbagliato devi pagare o una giustizia retributiva: ti do ciò che ti spetta. Ma la Giustizia di Dio è il suo Amore che vuole che questo mondo viva nella pace. Essere assetati della giustizia di Dio significa creare un mondo di pace. Sentirai che la tua vita vale. Ti sentirai saziato.
– Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia. Sono coloro che amano come Dio cioè con un amore incondizionato, sempre e tutti perdonando. Troveranno misericordia. Dio li riconoscerà uguali a sé,misericordiosi.
– Beati i Puri di Cuore perché vedranno Dio. Un cuore puro è quello animato dall’amore di Dio e non guidato da idoli o da interessi egoistici. Questi vedranno Dio in tutte la sue manifestazioni: nelle persone perseguitate per la loro fede, in quelle che lottano per la giustizia, nei poveri, ammalati, emarginati, i profughi, i terremotati. ...
- Beati gli Operatori di Pace perché saranno chiamati Figli di Dio. La Pace nella Bibbia è la pienezza di ogni bene. Quindi beati quelli che oltre a risolvere ogni forma di contrasti si sforzano per rendere la vita degli altri piena di ogni bene, cioè felice. Vivendo così si assomigliano a Dio quindi Figli di Dio.
– Beati i perseguitati per la giustizia perché di essi è il Regno dei Cieli. La persecuzione è la prova che non apparteniamo al mondo ma siamo parte del Regno dei Cieli. Pertanto saremo perseguitati come Gesù.
Preghiamo
Sono vere sfide di fede, Signore. Tu solo ci puoi aiutare a credere in questa felicità che ci proponi.
Ci confrontiamo
Sarebbe interessante fare uno scambio di opinioni su questo tipo di felicità che ci propone Gesù. Che dite?
Ci compromettiamo
Questa felicità che Gesù ci propone nelle 8 Beatitudini è possibile solo con una forte esperienza di fede in cui uno si affida a Gesù contro tutte le logiche del mondo. Per questo riproponiamo ancora una forte esperienza di Gesù leggendo il Vangelo e incontrandolo nella Eucarestia.
don Erminio
giovedì 12 gennaio 2017
Il nuovo vescovo
Non lasciatevi ingannare, perché questo signore in blu nella foto è il nostro nuovo Vescovo.
Si chiama Daniele Gianotti da Reggio Emilia, classe 1957. Ha un curricolo di tutto rispetto (leggi QUI) e un'autentica passione per il "lavoro sul campo" testimoniato dalle sue esperienze di missione in Africa e di Parroco di unità pastorale, oltre che per l'insegnamento.
Ecco qua le prime sue dichiarazioni sulla nuova missione.
sabato 17 dicembre 2016
4a Domenica di Avvento
Come ci si presenta Gesù
Oggi ci fa da guida al Natale di Gesù nientemeno che Giuseppe,padre, non naturale, di Gesù. Vediamolo.
--Giuseppe uomo giusto. Di fronte a Maria che ritorna dalla cugina Elisabetta già incinta Giuseppe evita lo scandalo e decide di ripudiarla segretamente. Questo ci dice che Lui, nonostante tutto, continuava ad amare Maria, non voleva farla soffrire e la rispettava. In coscienza non si sentiva di farsi padre di un figlio che non era suo.
--Giuseppe uomo di fede. Di fronte all’Angelo che lo mette al corrente di quanto è avvenuto in Maria, sua promessa sposa, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa. Ha fatto come Maria nell’Annunciazione. Ha rinunciato ai suoi progetti e ha accettato quello di Dio, dando così a Dio la possibilità di realizzare il suo piano di salvezza per gli uomini inviando suo Figlio in mezzo a noi. Questa fede poi lo ha accompagnato in tutta la sua vita dalla nascita di Gesù a Betlemme in una stalla, alla fuga in Egitto come migrante, e ai tanti anni vissuti nella quotidianità a Nazareth lavorando e osservando con fede questo figlio di Dio che cresceva in età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
--Giuseppe padre di Gesù Noi chiamiamo Giuseppe padre putativo cioè uno che fa le veci del padre senza esserlo. Non è molto corretto perché secondo la tradizione ebraica esercitare la paternità significava trasmettere ai figli tutti i valori umani e spirituali che potessero fare dei propri figli esseri simili a lui. E il padre questi valori che doveva trasmettere li doveva copiare da Dio. E’ quanto ha fatto Giuseppe con Gesù per cui Gesù nella sua formazione umana si assomigliava a Giuseppe. E questo per Giuseppe è molto più che essere un padre putativo perché connota una responsabilità formativa che normalmente non gli attribuiamo.
Preghiamo
San Giuseppe, nella tradizione popolare, appari come il Santo della buona morte. Non sembra che sia un tuo interesse particolare. Tu sei Colui che assieme alla Vergine Maria hai collaborato da vicino per la salvezza di tutti noi. E proprio perché come padre hai collaborato assieme a Maria a educare Gesù ai grandi valori evangelici,ora è quanto ti chiediamo anche per noi,soprattutto per tutti i papà e per tutte le famiglie.
Ci confrontiamo
Giuseppe è il santo più evangelico. Uomo contemplativo del mistero di Dio in Gesù che viveva con lui. E’importante per noi ricuperare la capacità di raccoglierci e contemplare per non venderci ai falsi valori della cultura dominante.
Ci compromettiamo
San Giuseppe è il santo più difficile da imitare proprio per la sua semplicità e la sua discrezione,contrarie alla nostra cultura. Proprio per questo è il più indicato per aiutare a capire il Natale di Gesù in una stalla.
don Erminio
domenica 20 novembre 2016
34-esima Domenica
Come ci si presenta Gesù
Un Gesù su di una croce però Re. Perché Re? Perché è morto amando.Gesù è un Re che ama anche in croce. Perdona a quelli che lo insultavano e lo crocifissero: Padre perdona loro... Uno dei mafattori crocefissi con Gesù dice rispondendo al suo amico pure crocefisso: Costui non ha fatto nulla di male e poi rivolgendosi a Gesù: Ricordati di me quando sarai nel tuo Regno. Gli rispose Gesù: Oggi con me sarai nel Paradiso. Questo della croce è solo l’episodio ultimo di tutta una vita spesa al servizio dei poveri denunciando le ingiustizie e tutti i soprusi della classe dominante e religiosa. Ne dice qualcosa la reazione dei capi giudei contro Pilato, che voleva liberare Gesù, presentandolo come un sobillatore del popolo. Ricordiamo il suo Testamento:
Amatevi come io vi ho amati. Non c’è amor più grande di chi che dà la vita per chi che ama. In contrasto con il Cristo RE, nel Vangelo di oggi possiamo vedere come i nemici di Gesù gli propongono come salvezza il Regno di questo mondo: Salva te stesso!
Ha salvato gli altri! Salvi se steso se Lui è il Cristo di Dio, l’Eletto, il Re dei giudei. Questa è la stessa tentazione che il diavolo fece a Gesù là nel deserto all’inizio della sua vita pubblica. Così commentavano i capi giudei, i soldati e anche uno dei malfattori crocefissi con Gesù. Per il mondo regnare è dominare, approfittarse, trarre vantaggi per se stessi, Salva te stesso.
Preghiamo
Signore, riconosciamo che salvare se stessi è più attraente che dare se stessi come hai fatto Tu.
Però diventiamo egoisti, inutili. Per questo ti preghiamo di scamparci dal pericolo di vivere senza amare.
E’LA STORIA DI TUTTI COLORO CHE AMANO
Ci confrontiamo Il miglior commento a questo tema di CRISTO RE e il SALVA TE STESSO del mondo lo troviamo nel discorso fatto dal Papa domenica scorsa celebrando il Giubileo degli esclusi, i senza dimora: Gesù ci invita a volgere lo sguardo sui tanti poveri Lazzari di oggi. Quanto ci fa male fingere di non accorgersi di Lazzaro che viene escluso e scartato.E’ voltare la faccia a Dio! E’un sintomo di sclerosi spirituale quando l’interesse si concentra sulle cose, invece che sulle persone da amare. Così nasce la tragica contraddizione dei nostri tempi: quanto più aumenta il progresso tanto più vi sono coloro che non possono accedervi.E’ una grande ingiustizia che deve preoccuparci. Perché non si può stare tranquilli in casa mentre Lazzaro giace alla porta; non c’è pace in casa di chi sta bene, quando manca giustizia nella casa di tutti. Guardiamo con fiducia al Dio della Misericordia con la certezza che la carità non avrà mai fine.
Ci compromettiamo
Questo Gesù che ci ha amati fino alla croce, lo incontriamo tale e quale nell’Eucarestia. Ricordiamo: Questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi. – Questo è il mo Sangue versato per voi.
Non c’è dubbio, nell’Eucarestia c’è presente il Gesù della Croce che ci dice:”Per amarti sono qui sulla Croce ”. Nell’Eucarestia incontriamo il CRISTO RE dalla CROCE.
don Erminio
Un Gesù su di una croce però Re. Perché Re? Perché è morto amando.Gesù è un Re che ama anche in croce. Perdona a quelli che lo insultavano e lo crocifissero: Padre perdona loro... Uno dei mafattori crocefissi con Gesù dice rispondendo al suo amico pure crocefisso: Costui non ha fatto nulla di male e poi rivolgendosi a Gesù: Ricordati di me quando sarai nel tuo Regno. Gli rispose Gesù: Oggi con me sarai nel Paradiso. Questo della croce è solo l’episodio ultimo di tutta una vita spesa al servizio dei poveri denunciando le ingiustizie e tutti i soprusi della classe dominante e religiosa. Ne dice qualcosa la reazione dei capi giudei contro Pilato, che voleva liberare Gesù, presentandolo come un sobillatore del popolo. Ricordiamo il suo Testamento:
Amatevi come io vi ho amati. Non c’è amor più grande di chi che dà la vita per chi che ama. In contrasto con il Cristo RE, nel Vangelo di oggi possiamo vedere come i nemici di Gesù gli propongono come salvezza il Regno di questo mondo: Salva te stesso!
Ha salvato gli altri! Salvi se steso se Lui è il Cristo di Dio, l’Eletto, il Re dei giudei. Questa è la stessa tentazione che il diavolo fece a Gesù là nel deserto all’inizio della sua vita pubblica. Così commentavano i capi giudei, i soldati e anche uno dei malfattori crocefissi con Gesù. Per il mondo regnare è dominare, approfittarse, trarre vantaggi per se stessi, Salva te stesso.
Preghiamo
Signore, riconosciamo che salvare se stessi è più attraente che dare se stessi come hai fatto Tu.
Però diventiamo egoisti, inutili. Per questo ti preghiamo di scamparci dal pericolo di vivere senza amare.
E’LA STORIA DI TUTTI COLORO CHE AMANO
Ci confrontiamo Il miglior commento a questo tema di CRISTO RE e il SALVA TE STESSO del mondo lo troviamo nel discorso fatto dal Papa domenica scorsa celebrando il Giubileo degli esclusi, i senza dimora: Gesù ci invita a volgere lo sguardo sui tanti poveri Lazzari di oggi. Quanto ci fa male fingere di non accorgersi di Lazzaro che viene escluso e scartato.E’ voltare la faccia a Dio! E’un sintomo di sclerosi spirituale quando l’interesse si concentra sulle cose, invece che sulle persone da amare. Così nasce la tragica contraddizione dei nostri tempi: quanto più aumenta il progresso tanto più vi sono coloro che non possono accedervi.E’ una grande ingiustizia che deve preoccuparci. Perché non si può stare tranquilli in casa mentre Lazzaro giace alla porta; non c’è pace in casa di chi sta bene, quando manca giustizia nella casa di tutti. Guardiamo con fiducia al Dio della Misericordia con la certezza che la carità non avrà mai fine.
Ci compromettiamo
Questo Gesù che ci ha amati fino alla croce, lo incontriamo tale e quale nell’Eucarestia. Ricordiamo: Questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi. – Questo è il mo Sangue versato per voi.
Non c’è dubbio, nell’Eucarestia c’è presente il Gesù della Croce che ci dice:”Per amarti sono qui sulla Croce ”. Nell’Eucarestia incontriamo il CRISTO RE dalla CROCE.
don Erminio
sabato 12 novembre 2016
XXXIII Domenica
Come ci si presenta Gesù
Gesù annuncia la distruzione del Tempio di Gerusalemme, motivo di orgoglio del popolo ebreo. Segue poi una descrizione di una storia tutta convulsionata:si solleverà nazione contra nazione…vi saranno terremoti, carestie, pestilenze, fatti terrificanti…metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno…
Questa descrizione che Gesù fa è anche la storia del nostro tempo ed è proprio ciò che ci pone un grande interrogativo: Dov’è Dio? Perché Dio non interviene in favore di tanti suoi figli vittime delle violenze, delle ingiustizie e anche di cataclismi naturali, per non dire della molta soffrenza di bimbi innocenti?
Mi ricordo la risposta che fu data a uno che inorridito di fronte al corpo colgante dal patibolo di pade Kolbe che si era offerto al posto di un padre di famiglia per salvarlo là nei campi di sterminio nazista e che si questionava: dov’è Dio? Gli fu risposto: Dio è là con il corpo colgante di pade Kolbe.
Questo fatto ci svela come Dio ci ha salvati non castigando o eliminando il male. Se così avesse fatto forse non ci sarebbero più uomini in questo mondo. Invece di castigare Dio ha inviato suo Figlio in mezzo a noi. Egli non è venuto a togliere la sofferenza che affligge la nostra vita ma è venuto a condividere tutte le sofferenze nostre fino a morire su di una croce. Questa è stata la missione di Gesù: aiutarci ad amare pur in mezzo alle forze del male e alle molte sofferenze. E’ questa la Redenzione che Gesù è venuto toglie a portare. L’amore non la sofferenza dei mali che ci affliggono ma ci dà la forza di sopportarli fino a dare un senso alla stessa sofferenza. Notiamo come Gesù è morto su di una croce amando quelli che lo avevano crocifisso fino a perdonarli. E’ il massimo dell’Amore. La sofferenza ci può portare ad amare.
Preghiamo
Signore, saper amare sempre anche quando le cose non vanno bene o non siamo corrisposti è difficile ma è importante. Pero sappiamo que tu sei presente in ogni sofferenza e ti diciamo: aiutaci!!!
Ci confrontiamo Subito ci salta agli occhi i suicidi in aumento, le vittime del terremoto, Haiti rasa al suolo dal maltempo, tutte le vittime delle guerre in corso con barbarità inaudite… Dov’è Dio? Ci viene spontanea la domanda. Dio è certamente presente in ciascuno dei suoi figli che soffrono anche se noi non sempre lo sappiamo cogliere. Per esempio in questi giorni a motivo del giubileo dei carcerati siamo venuti a conoscenza del cambio di vita di molti carcerati proprio attraverso la sofferenza del carcere. E il Papa a tutti i carcerati ha detto: Dio vi ama e come Buon Pastore è in cerca di tutti e specialmente di voi.
Ci compromettiamo
Saper vedere Gesù che agisce nella storia del nostro tempo e in ciascuno di noi soprattutto nei momenti di sofferenza è possibile solo se riusciamo ad avere un tratto amichevole con Lui. Come? Leggendo il Vangelo e incontrandolo nella Eucarestia.
don Erminio
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